Se,
non avendo alcuna testimonianza diretta della presenza dell'uomo
nella nostra zona, per le età preistoriche non possiamo
che fare delle ipotesi e per l'età preromana supporre
che anche questo territorio appartenesse ai Galli Senoni,
per l'età romana abbiamo invece dovizia di informazioni
ad iniziare dalle prime fasi della romanizzazione delle Marche.
Già infatti nel III sec. A.C., in seguito alla Lex Flaminia de agro Gallico et Piceno vintim dividundo del 232 a.C. sulla riva destra del cesano, nella località
oggi chiamata Pian Volpello sorge una praefectura,
cioè un centro dove era amministrata la giustizia. E'
da questo primo nucleo che nella seconda metà
del primo sec. A.C. nasce e si sviluppa la città
romana di Suasa che, dopo aver conosciuto nel I e
II sec. D.C. il momento di maggior ricchezza, conoscerà
un lento declino, fino a venire del tutto abbandonata
nel VI sec. d.C.Di questa città sorta lungo
la strada diretta verso la costa, gli scavi hanno
evidenziato diverse strutture tra cui una grande casa
patrizia (la domus dei Coiedii) e l'anfiteatro, uno
dei più grandi dell'Italia centrale (96 x 76
m) e che proprio per questo doveva servire un ampio
comprensorio e non solo Suasa.
Dopo
il declino dovuto alla crisi economica e demografica tardo
imperiale, la città viene abbandonata nel VI secolo
anche a causa della guerra Greco-Gotica. Per sfuggire alla
guerra, parte degli abitanti si rifugia nella fortezza di
Conocla, primo nucleo dell'attuale Castelleone.
Nel VIII secolo viene donata alla Chiesa; nel 1102 diviene
possedimento dell'Abbazzia di Fonte Avellana, che la cede
poi all'Abbazzia di San Lorenzo in Campo. Durante le lotte
tra Guelfi e Ghibellini Conocla, accoglie gli scampati dei
castelli limitrofi, estende
la sua cinta muraria, e verso la metà del XIII
sec. cambia il suo nome in Castel Leone. Nei secoli
XIII e XVI appartiene ai conti Brunforte; dal 1386 al
1493 è possedimento dei conti Castracane; in
seguito, sino al 1631 è proprietà dei
duchi Della Rovere di Urbino.
Nel 1695 la santa Sede affida Castelleone di Suasa al
cardinale Francesco dè Medici. Dal 1860 entra
nel Regno d'Italia con l'attuale denominazione di Castelleone
di Suasa.
Il
centro storico di Castelleone di Suasa presenta una pianta
a conformazione di derivazione medievale, racchiuso da alte
e solide mura comprendenti la rocca, il castello, la chiesa
parrocchiale, il rinascimentale palazzo Della Rovere e la
piazzaetta che si aprono su scorci suggestivi della vallata
del Cesano. Particolarmente interessante la tessitura urbanistica
del centro che presenta una ordinatura fitta ed articolata
di vicoli, strade e piazze all'interno delle mura castellane. Caratteristico è anche il percorso urbano di corso
Marconi che unisce il centro dell'abitato con due file di
case a schiera, definito su di un lato da un lungo portico
e, sullo sfondo, la facciata del SS. Crocefisso, meglio noto
come S.Francesco, con l'annesso monastero dei Frati Minimi
ora sede municipale. La facciata è ingentilita da forme
geometriche a rilievo o nicchie con sobri giochi di luce e
ombre; all'interno S.Antonio Abate XVII sec. L'antichissima
chiesa parrocchiale del XVI sec., posta all'interno della
cerchia muraria medievale, è intitolata ai SS. Apostoli
Pietro e Paolo. Ampliata a più riprese conserva
il tempietto di San Pietro Martire. Ex chiesa di S.Antonio
con all'interno affrecso del 400 circa. Noitevole
il palazzo Della Rovere in stile rinascimentale con
portale del cinquecento: conserva testimonianze archeologiche
dell'antica Suasa ed un asrtistico pozzo nel cortile
interno. In questo monumentale edeficio è vissuta
l'ultima duchessa d'Urbino Livia della Rovere, che
vi morì nel luglio del 1641. A lei si deve
la creazione di uno dei primi Monti di Pietà
di cui, ancora oggi si conserva l'immagine che ne
indicava la collocazione. Il Palazzo della Rovere
è sede del Museo Civico Archeologico "A.
Casagrande".